White Lady

Oggi parliamo del White Lady un cocktail, attribuito con certezza al famoso Harry Mc Elhone.
Meno certa invece è la data di creazione, che non viene mai citata nel libro Harry’s ABC of mixing cocktails. Se si volesse dare credito alla piccola “svista” di Mc Elhone riguardo alla nascita e alla paternità del “Sidecar”, dovremmo collocare il drink intorno ai primi anni ’20 e pensare, come già detto, che esso sia stato l’idea base da cui trasse ispirazione, scambiando i distillati. Se invece diamo credito al Savoy Cocktail Book, il cocktail nacque nel 1929 in riva al Tamigi, quando Harry lavorò al Ciro’s Club, locale che, come ampiamente documentato, vide la nascita di molti drink immortali.

Il nome poi potrebbe avere due possibili spiegazioni: una molto romantica, in quanto si potrebbe pensare a una signora di bianco vestita di cui Mc Elhone non svelò ma il nome; la seconda, più pratica, dovuta alla colorazione bianca lattiginosa, che assume il drink appena shakerato.

Più probabilmente il nome è dovuto ad entrambe le cose, ovvero una dama bianca entrata nel locale, al quale Mc Elhone preparò un bianchissimo drink. Trovando quella sera stessa il suo futuro marito la white lady sarebbe di li a poco andata in cerca del proprio abito bianco.

Video ricetta brownie

Oggi facciamo da eco a questo video che spiega in maniera facile e veloci i passi base per fare la brownie. Sono sufficienti farina, uova, burro, zucchero, cioccolato fondente e cacao amaro.
Guardate il video per il dettaglio, le quantità, i passi e per far deliziare gli occhi.

Acidulare

Acidulare significa aggiungere a un liquido una sostanza acida, in genere aceto o succo di limone. Ciò che si vuole ottenere è la migliore conservazione degli alimenti, cercando di non farli annerire a causa dell’ossidazione a contatto con l’aria.

L’espediente è quindi rendere più acida appunto l’acqua in cui andremo ad immergere i nostri ingredienti aggiungendo quindi del succo di Limone o Aceto.

 

 

Cartoccio (cottura al)

La cottura al cartoccio è sia una tecnica di cottura,  sia uno stile di presentazione di alcune pietanze.

La cottura può essere effettuata interamente al cartoccio o può essere perfezionata nella sua fase finale. La tecnica consiste nell’avvolgere i cibi con dei fogli di alluminio (anche detta carta stagnola) o nella carta forno e poi appunto farli cuocere in forno (o sotto la brace).

Trovate qui le ricette al cartoccio che consigliamo.

 

Wok

Il wok è una padella in ferro dal fondo concavo usata nella cucina cinese, di forma semisferica fonda, originariamente senza alcuna parte di fondo in piano e con un solo manico.

Risulta piuttosto pesante e consente, perciò, di mantenere a lungo il calore, mentre la sua forma concava permette, di friggere in immersione pur utilizzando dosi limitate di olio e sopratutto di di tenere facilmente in movimento i pezzetti in cottura. Altra peculiarità dovuta alla forma svasata è la possibilità di cuocere indifferentemente piccole o grandi quantità di prodotti.

Nella cucina cinese e mongola è utilizzato praticamente per qualsiasi tipo di cottura, dalla frittura alla cottura a vapore, dalla rosolatura alla stufatura veloce dei cibi oltre che all’addensamento delle salse.

Vapore (cottura a)

La cottura al vapore è una tecnica di cuicina che si può prestare come buona alternativa alla lessatura, può essere applicata a quasi tutte le verdure, riso, carne e pesce.
Oltre ad evitare il contatto diretto del cibo con l’acqua permette di fare a meno di olio o altri grassi. Le pietanze vengono adagiate su una superficie permeabile, provvista di aperture (cestino di metallo, coperchio forato, ripiano di bambù), sotto la quale si trova il fondo della pentola con uno strato di acqua.
Si può usare anche una caldaia a vapore ad alta pressione (steamer), o a una casseruola con coperchio pesante. Il calore viene trasmesso tramite il vapore e la conseguente circolazione di aria calda e l’assenza di contatto tra l’alimento e il liquido produce la concentrazione di aromi e sapori impedendo così la dispersione di sali minerali, zuccheri e vitamine idrosolubili.

Ecco una lista di ricette al vapore da provare, perchè salutari, semplici, ma sopratutto gustose (ricordiamo che gli ingredienti non perdono i sali minerali e gli aromi).

Alcuni cibi non possono essere cucinati a vapore: la carne grassa, ad esempio, necessita di temperature relativamente alte, che non sempre possono essere generate con questo sistema; per il pesce, invece, la cottura a vapore è spesso congeniale. Al fine di usare la tecnica in maniera corretta è importantissim scegliere il giusto livello dell’acqua: se è troppo alto, c’è il pericolo che con il contatto tra cibo ed acqua le sostanze nutritive ed aromatiche vadano disperse; se è troppo basso, potrebbe accadere che tutta l’acqua evapori prima che la cottura sia compiuta. Controllate spesso il livello dell’acqua e se sta per finire aggiungete dell’acqua tiepida poco alla volta.

Bagnomaria

Bagnomaria è il nome che prendono alcuni tipi di casseruola (strette e alte) o teglie e pentole munite di termostato.
Più in generele e più comunente è un sistema per riscaldare, cuocere o distillare indirettamente degli ingredienti.

Per cuocere a bagnomaria, si preparano gli ingredienti da cuocere e si pongono all’interno di un recipiente. Quindi si riempie acqua, un altro recipiente di dimensioni più grandi del primo adatte e di forma adatta affinchè il contenuto non si rovesci nell’acqua (da cui il nome dato alle casseruole o pentola dalla forma adatta).

Si mette poi il recipiente più grande a contatto diretto col fornello o con la fonte di calore. Il calore riscalderà l’acqua e a partire da questa lentamente si riscalderà anche il contenuto del contentitore più piccolo.
Questa tecnica è molto usata in pasticceria pasticceria, per sciogliere cioccolato o burro. Consente infatti di avere un maggior controllo sul grado di cottura di alcuni composti che altrimenti patirebbero degli sbalzi di calore violenti, come alcuni a base di uova, miele, zucchero. Tra le preparazioni più note ricordiamo il pan di Spagna, il torrone, i budini della famiglia delle crème caramel, in alcuni casi il caramello biondo, e alcune ricette di marmellata. Il bagnomaria è usato anche per rendere nuovamente fluido il miele cristallizzato.

Zeste

“Zeste” letteralmente scorza o buccia è un termine derivato dalla cucina (e dalla lingua) francese che indica la scorza degli agrumi privata della parte bianca e amara (albedine).

Spesso si scottano in acqua per attenuarne il sapore forte.